Alessandra Berello, editor di Atlantyca Entertainment risponde alle domande di Fantasy Magazine e presenta Tessitori di Sogni LAB.

Come è avvenuto l’incontro tra Atlantyca Entertainment e Lucca Games? Perché fare insieme il lavoro di talent scouting che è la vostra mission?

Lucca Comics & Games, con il suo bacino di ospiti internazionali e di appassionati dell’arte del racconto, si è profilato subito come un partner ideale per Atlantyca. Nel 2009 il connubio ha portato al primo seminario per aspiranti scrittori, seguendo le linee del progetto Italia Creativa del Dipartimento della Gioventù. Quest’anno, con il progetto Tracciati, rinnoviamo la possibilità per gli aspiranti autori di sottoporci i loro progetti e di partecipare a una settimana di laboratori durante la quale sbirciare dietro le quinte di tutti i mestieri che ruotano intorno al libro per ragazzi, con un’attenzione speciale alla transmedialità e ai contenuti digitali.

 

Chi si occuperà di scegliere i progetti e sulla base di quali criteri avverrà la scelta?

I progetti verranno esaminati dal team editoriale di Atlantyca Dreamfarm. Abbiamo studiato un modello per la presentazione che ci permette di capire non solo se l’idea proposta è interessante, ma anche se l’autore riesce a raccontarla con sinteticità e chiarezza: un segnale inequivocabile della validità di un progetto e delle capacità di chi lo presenta. Quel che ci preme è soprattutto individuare il potenziale di chi si candida: l’idea che ci propone può non essere vincente, ma se riusciamo a intuire che dietro c’è una persona creativa, curiosa e disponibile a mettersi in gioco siamo pronti a conoscerla.

 

Tessitori di Sogni LAB dal punto di vista dei “docenti”: in cosa consisteranno i due laboratori e perché un aspirante scrittore dovrebbe volervi prendere parte?

Offriamo una settimana di immersione nel processo di lavorazione del libro: non solo il lavoro dello scrittore, che intreccia il talento artistico a una sapiente cura artigianale, da affinare con tanto esercizio; ma tutto il percorso, dall’idea, al suo sviluppo, alla presentazione alle case editrici. Per questo abbiamo coinvolto anche chi si occupa di vagliare e lavorare i testi all’interno della casa editrice, chi ne cura l’aspetto grafico, chi li vende nel mondo e chi sviluppa, a partire da una storia, narrazioni che prendono forme diverse da quella cartacea (cartoni, app, videogame…). Una visione internazionale, a 360°, che è la sostanza del nostro lavoro e che permette a chi scrive di aprire la mente a opportunità che ancora non conosce.

 

Come vedi il progetto Tessitori di Sogni LAB in futuro? Diventerà un serbatoio privilegiato di idee per Dreamfarm?

Il LAB sarà la concretizzazione del lavoro di ricerca e affiancamento degli autori che svolgiamo ogni giorno con Tessitori di Sogni, un macroprogetto che funziona da collettore di nuove idee. Attraverso il sito dei Tessitori, continueremo a raccogliere ed esaminare storie; con i seminari, daremo l’opportunità di raccontarci di persona i progetti, e di immergersi nell’atélier dello scrittore e ascoltare la viva voce di chi lavora da anni nel settore.

 

Quanti dei progetti da voi selezionati potrebbero vedere la luce?

Degli otto partecipanti al seminario di narrativa del 2009, tre sono arrivati nel giro di un anno alla pubblicazione; altri hanno comunque avviato una collaborazione con noi o con altre realtà del mondo dell’editoria. Siamo fiduciosi!

 

Come lancerete sul mercato i progetti scaturiti da questa iniziativa?

Se troveremo progetti convincenti, aiuteremo gli autori a svilupparli e li inseriremo tra le proposte che facciamo agli editori. Il gruppo Atlantyca sta esplorando anche le possibilità di sviluppo nel mondo digitale, in cui è necessario appoggiarsi a una realtà con gli strumenti giusti per emergere dall’obscurity in cui si rischia di galleggiare.

 

Come prevedete di verificare il riscontro da parte del pubblico di lettori?

Con i canali che offre il web.

 

Se ci fossero state iniziative simili quando ancora non eri inserita nel mondo dell’editoria avresti cercato di parteciparvi?

Sì, è un’opportunità da non perdere per chiunque sia interessato a questo mondo.

 

Cosa consiglieresti a chi aspira a lavorare nel mondo dell’editoria, dell’illustrazione, del fumetto e del gioco di ruolo? Oltre a mandare un progetto ad Atlantyca Dreamfarm, ovviamente!

Di essere curioso e temerario. Leggere molto è indispensabile, ma non basta: occorre tenere gli occhi aperti sulle notizie, le opportunità e le tendenze del mercato. Con un solido bagaglio di conoscenze, da arricchire giorno per giorno, è più facile dare alle proprie idee la forma giusta. A quel punto, occorre farle circolare, cogliere le occasioni, confrontarsi con la comunità dei lettori e degli scrittori.

 

Ci potresti dare qualche “indiscrezione”? Su che genere di progetti vi piacerebbe puntare in questa stagione editoriale?

Cerchiamo idee fresche che ci facciano sognare, e questo avviene se dietro a un progetto c’è un vero e proprio mondo, con la sua profondità. Per questo ci siamo specializzati in serie: perché quando un ragazzo si appassiona a una storia, vuole potersi immergere nel mondo che quella storia evoca. Progetti seriali, dunque, con avventura e spazio per il sogno.

 

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