Intervista a Leonardo Patrignani

Grazie mille Leonardo per inaugurare la nostra sezione interviste. Da qualche giorno in libreria è possibile trovare e comprare il tuo ultimo libro, Multiversum. Un libro che personalmente consiglio. Il Panda con te vorrebbe parlare della tua esperienza come autore.Ma una domanda, come dire personale, non posso esimermi da fartela. Quali emozioni si provano a vedere realizzato quello che è il sogno di molti, ovvero scrivere, pubblicare...ma non con un editore qualunque ma bensì con Mondadori. Trovare il proprio libro persino al supermercato,sapere che presto verrà tradotto in quasi tutta Europa?

Grazie a te e un saluto ai vostri lettori! L'emozione è immensa, non posso negarlo. Ti dirò, tanti anni fa ho pubblicato tre dischi, pertanto avevo già fatto la "palestra" di trovare una mia opera sugli scaffali di un negozio... Ma quando vado a fare la spesa e una fila di Multiversum mi si spiega di fronte, tra un'insalata e una mozzarella, non ti nascondo che un certo effetto lo fa! Sulle pubblicazioni europee, ti assicuro che sono onorato. Sapere che editori storici come Gallimard, che hanno pubblicato capolavori come Il Piccolo Principe e Harry Potter, oggi investono sul mio romanzo... Mi lascia senza fiato.

 

Ti va di raccontarci come si è sviluppato il tuo percorso pre-pubblicazione? Per esempio dopo quanto solitamente gli editori a cui hai mandato il libro in lettura ti hanno risposto? Come hai spedito il libro? Conoscevi qulcuno all'interno delle redazioni che ti ha consigliato su come muoverti? Ti hanno contattato telefonicamente? E la tua reazione?

Mi sono mosso inizialmente da solo, mandando agli editori le schede dettagliate dei miei romanzi (uno di dieci anni fa, un thriller in corso di stesura, e Multiversum che avevo da poco terminato di scrivere). Alcuni mi hanno chiesto di inviare chi un manoscritto, chi un altro. Un editore mi ha dimostrato interesse per il thriller, ma non l'avevo ancora ultimato. Poi mi ha telefonato la direttrice editoriale di una casa che non citerò per correttezza, e ci siamo incontrati perché era interessata a fare un'offerta per Multiversum. Al che, come facevo quando suonavo, ho deciso di mettere tutto nelle mani di un agente serio, come Piergiorgio Nicolazzini. Mi sono sempre mosso così, sin dall'età di 20 anni, quando ho avuto contratti per le mani: li ho girati a chi li sapesse negoziare. E Piergiorgio, nel giro di un mese, ha fatto avere il romanzo ad altre case editrici, trovando l'interessamento di Mondadori che si è subito tramutato in un'offerta concreta. La mia reazione, quando mi ha chiamato, è stata: "stai scherzando, vero?"

 

E' stato il tuo agente letterario a proporre il libro in Mondadori o il vostro rapporto si è sviluppato in seguito alla lora proposta di pubblicazione?

È stato lui, e da quel momento in poi il nostro rapporto è diventato "ufficiale" (intendo che ho firmato anche con lui il contratto di rappresentanza che fino a quel momento era ancora solo "verbale"). Naturalmente per lui è stato più "semplice" e stimolante lavorare su una proposta che godeva già di un'offerta potenziale, che è stata poi sovrastata da quella di Mondadori (più consona anche come collocazione editoriale).

 

La tua avventura post firma del contratto come è stata vissutta? Come si prepara un autore all'uscita del proprio libro e in quanto tempo avviene?

Il post firma coincide con l'inizio dei lavori duri sull'editing. Per fortuna, ho incrociato sul mio cammino un editor preparato e motivatissimo come Francesco Gungui, che forse anche per il fatto di essere a sua volta autore ha capito in pieno ogni mio problema, aiutandomi a superarlo. Il testo finale è figlio di un grande lavoro del quale siamo onestamente molto fieri. Sulla tempistica posso dirti che sono passati diversi mesi. Ho firmato dopo l'estate e il romanzo è uscito il 27 Marzo... Ho avuto pazienza, ecco.

 

Quali sono i rapporti fra editore, editor, grafici e l'autore? E fra autore e agente?

La redazione mi ha subito accolto con grande affetto. Hanno creduto in me, e questo conta già moltissimo. La direttrice editoriale Fiammetta Giorgi mi ha fatto sentire a casa, Gungui è diventato anche un amico, mentre sui grafici posso dire che dopo la realizzazione di questa cover hanno tutta la mia stima, in eterno (insieme all'illustratore Roberto Oleotto che ha ideato quel magnifico scenario). Con il mio agente il rapporto è diventato sempre più stretto, e da quando il discorso s'è ingigantito, andando a coinvolgere numerosi Paesi esteri, l'ho visto davvero gratificato e motivato al massimo. Sono felice di dargli delle soddisfazioni, c'è molto interesse attorno al romanzo e questo per lui è importantissimo.

 

Ed ora cosa sta succedendo? La conquista del Multiversum?

Esatto! Ora succede che abbiamo appena chiuso una trattativa con la Bulgaria e stiamo negoziando un'offerta dall'Australia, dunque Multiversum uscirà anche in lingua inglese. Questo è un privilegio raro per un autore italiano, per giunta esordiente. E una traduzione in inglese apre le porte a possibilità a dir poco straordinarie nel mercato UK/US. Tutto può accadere. Siamo un fiume in piena di entusiasmo, al momento!

 

Ultima domanda. Cosa ne pensi delle case editrici a pagamento e delle agenzie che per la lettura di un testo chiedono un contributo che spesso varia dalle 300 alle 500 euro? Cifra che non tutti possono permettersi.

La stessa cosa che pensavo tanti anni fa di chi firmava dei contratti con case discografiche che riversavano tutte le spese (studio di registrazione, stampe, booklet) sulla band. Non ci siamo. Ricordiamoci sempre che abbiamo una "dignità d'artista" da difendere. Il nostro è un lavoro, sebbene nasca da una grande passione. Io ho sempre pensato: se devo autoprodurmi, piuttosto non scrivo (o non suono). Forse è stata anche questa mentalità a portare i miei lavori sul sentiero giusto, chissà. Parlando invece delle agenzie, il servizio di consulenza a pagamento può essere utile (tanti aspiranti scrittori potrebbero ricavare importantissimi insegnamenti) ma capisco che non tutti se lo possano permettere. È altresì vero che una grossa agenzia letteraria non si può permettere di fare consulenze gratuite a chiunque spedisca un manoscritto, anche perché l'agente non avrebbe più il tempo materiale per dedicarsi agli autori della sua scuderia

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