Benvenuto su Jimdo

dom

22

lug

2012

Intervista a Franco Forte, scrittore e editor per Mondadori

dom

22

lug

2012

Intervista a Beatrice Masini

Scrittrice, editor per Rizzoli, traduttrice.

ven

27

apr

2012

Intervista a Manuela Salvi. Consigli per chi vuole scrivere libri per ragazzi

Ciao Manuela, il Panda vorrebbe sapere come è cominciata la tua avventura di scrittrice?

 

Ciao Panda e lettori del Panda!

L’avventura di uno scrittore inizia con la pubblicazione del primo libro? Accadde nel 2005, con l’albo illustrato “Nei panni di Zaff”. Però forse tocca andare ancora più indietro, a quando riempivo fogli e fogli di racconti che cercavano di venir fuori in maniera organizzata, a volte con scarsi risultati. O ancora più indietro, quando disegnavo personaggi con i pastelli e inventavo storie per gli amici delle elementari, dell’asilo, e li obbligavo ad ascoltarmi. Credo che scrittori per ragazzi, in un certo senso, si nasca. È qualcosa che ti cresce dentro e, ahi, nello stesso tempo ti impedisce di crescere del tutto.

 

Che cosa spinge una persona a scrivere?

 

Immagino che moltissime persone scrivano per se stesse: diari, lettere, appunti. Per mettere in ordine le idee o fissare un ricordo. Cosa spinga invece una persona a scrivere per mestiere, cioè a scrivere qualcosa che verrà letto da altri, credo cambi da scrittore a scrittore.

Per me vale il bisogno di decidere il finale. Il bisogno di sapere che le cose, almeno nei miei libri, possono andare come dico io e che sia possibile condividere dei valori. Anzi, che sia possibile mostrare come cambiare le regole, quando queste sono sbagliate. Ho un forte senso della giustizia. O magari nella mia vita precedente ero un dittatore…

 

Quali sono a tuo giudizio le caratteristiche che uno scrittore dovrebbe avere?

 

Lo scrittore è esploratore e mai giudice. È letterato ma non sale in cattedra. Conosce la lingua ma la modifica. È architetto più che poeta. È un visionario con i piedi per terra. E se scrive per ragazzi, beh, ha la memoria di un elefante, l’animo da pirata e un’avversione naturale per i voti sul registro.

 

Hai scritto un manuale di scrittura: “Scrivere libri per ragazzi”(Dino Audino Editore). Davvero interessante. Come è nata l'idea di scriverlo? E perché?

 

Odio i talenti sprecati. Mi arrivano in agenzia decine di racconti e romanzi di aspiranti scrittori per ragazzi che vogliono avere una valutazione professionale e spesso sono lavori zoppi, incerti, inconsapevoli. Anche per me gli esordi sono stati difficili ma all’epoca ho studiato su diversi manuali inglesi di scrittura creativa, imparando cosa vuol dire struttura narrativa, tema e target – le tre cose su cui si cade più facilmente quando si affronta un testo per ragazzi.

Così mi ero ripromessa di dare una mano, se mai avessi realizzato il mio sogno, a chi si dovesse trovare nelle mie stesse condizioni di incertezza. Mi sono detta che si poteva scrivere un manuale in italiano che fosse però chiaro e strutturato, con un tono divulgativo e non accademico. E sono contenta di aver potuto mantenere la promessa grazie a Dino Audino e al suo splendido staff.

 

Ci sono molti aspetti interessanti, non solo da seguire durante la scrittura, ma anche nella fase post pubblicazione. Ti andrebbe di dare qualche consiglio ai giovani scrittori che hanno finito il loro romanzo e vorrebbero inviarlo a un buon editore?

 

I consigli possono essere diversi: presentare un manoscritto pulito e ordinato, curando la formattazione in Word in modo professionale. Studiare i cataloghi degli editori per capire per quale programma editoriale proporsi, invece di inviare il progetto a caso. Leggere quintali di letteratura per ragazzi per capire se si è centrato l’obiettivo. Amare la letteratura per ragazzi.

A chi muove i primissimi passi, io consiglio soprattutto un preliminare confronto con un’agenzia di consulenza letteraria. Un editore non giustifica quasi mai un rifiuto, quindi per un autore è difficile capire le motivazioni di una risposta negativa. Invece una lettura professionale permette ulteriori riflessioni e miglioramenti prima della prova finale.

 

Attraverso Editoriaragazzi.com, agenzia e sito da te fondati, in che modo aiutate e supportate i giovani autori?

 

Il nostro sistema è identico a quello di un’agenzia di consulenza letteria anglosassone. Sono strutture relativamente nuove che hanno affiancato le agenzie letterarie classiche e gli editori.

Il primo passo per noi è la valutazione: il testo viene letto, analizzato, e valutato. I criteri riguardano lo stile, la storia, il tema, il target ma anche il livello di vendibilità. Inviare fiabe e favole non ha molto senso, per esempio, visto che in un mercato così competitivo bisogna tirar fuori idee originali.

Se la valutazione è buona, suggeriamo gli editori giusti a cui spedire il manoscritto.

Se ci sono intoppi di qualsiasi natura, diamo gli strumenti per migliorare.

Se il testo è davvero messo male, sconsigliamo di procedere e suggeriamo degli studi opportuni.

È un appoggio personalizzato, però devo dire che gli errori che riscontriamo sono quasi sempre gli stessi e tutti derivanti da un unico, grande e imperdonabile problema: molti aspiranti autori per ragazzi, non leggono letteratura per ragazzi. Perciò non sanno di cosa è fatta la materia in cui vogliono immergersi.

Un altro strumento utile sono i corsi che organizziamo, per illustratori e scrittori, sia dal vivo che a distanza, online. Se si esce vivi da un confronto diretto con me, beh, si è pronti per affrontare qualsiasi editore…

 

Quali sono secondo te i nuovi confini della narrativa per ragazzi?

 

Oh, è questo il bello.

Anche se in Italia siamo indietro anni luce, la narrativa per ragazzi sta diventando un vero Far West. Un territorio molto libero, anche se codificato, in cui la visione di un infanzia borghese e da salotto finalmente sta svanendo.

Provate a leggere: “Sette minuti dopo mezzanotte” di Patrick Ness, o “Proibito” di Tabitha Suzuma,  o “Il mio nome è Yorsh” di Silvana De Mari.

Per gli albi: “È un libro” di Lane Smith,  “The heart and the bottle” di Oliver Jeffers, “L’estate di Garmann” di Stian Hole. Giusto per farvi un’idea.

Io ho pubblicato con la Mondadori un romanzo young adult sulla prostituizione minorile volontaria, “Nemmeno un bacio prima di andare a letto” (un progetto che include anche la produzione di sei mp3 originali) ma è stata dura. Credo che in Italia il nostro passato da Libro Cuore ci condizioni parecchio.

 

Leggendo la tua pagina FB sappiamo che sei a Londra. Stai lavorando a qualche libro nuovo?

 

Sì, in effetti l’intento di questo viaggio dalla durata ancora indefinita è proprio questo. Con mio fratello Giorgio ho scritto un romanzo 9-12 in inglese e il primo passo è stato… rivolgerci a un’agenzia di consulenza letteraria qui in UK. Il loro feedback è stato decisamente positivo, ora stiamo lavorando su alcuni dettagli della trama e poi seguirà la ricerca di un agente o di un editore.

Per l’Italia, invece, ho appena finito il terzo volume dei “Libri del professor Focussen” insieme ad Alessandro Gatti, un progetto targato Focus Junior davvero spassoso.

E ci sono altre cose in cantiere: un manuale per bambini a cui sono legatissima, che uscirà con la San Paolo nel 2013, e il seguito del manuale di scrittura, una specie di “quaderno degli esercizi” molto divertente e tutto incentrato sulla pratica.

 

dom

15

apr

2012

Alessandro D'avenia

Alessandro D'avenia. Un bravissimo scrittore che sa parlare al cuore dei ragazzi presenta il suo ultimo libro.

dom

15

apr

2012

Isabella Santa Croce e Gianna Nannini

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dom

15

apr

2012

Come fu l'esordio di Licia Troisi...

Esordio unico nel panorama Fantasy Italiano di un'autrice che non amo particolarmente, ma di successo internazionale.

dom

15

apr

2012

Intervista a Miriam Mastrovito autrice de Il mistero dei libri perduti

Ciao Miriam è un vero piacere averti ospite nel nostro sito.

Siamo qui per parlare del tuo ultimo libro e della tua avventura nel mondo dell'editoria.

 

Il mistero dei libri perduti, come è nata l'idea di scrivere questo libro?

Tutto è cominciato con una fotografia che tempo fa girava in rete: ritraeva Bob Young, il fondatore di Lulu, seduto a una scrivania costruita interamente con i libri. Si trattava di copie invendute di un testo pubblicato con il contributo dell’autore.

L’immagine era provocatoria e intendeva appunto denunciare il fenomeno dell’editoria a pagamento. Non ho più dimenticato quella foto e ho cominciato a fantasticarci su spingendomi oltre.

Ho pensato che mettendo insieme tutti i volumi abbandonati nei magazzini dei sedicenti editori ci sarebbe materiale a sufficienza per costruire ben altro che una scrivania! Pian piano ha preso così forma l’idea di una città costruita completamente con i libri perché i suoi abitanti non hanno più interesse per la lettura e non saprebbero utilizzarli in altro modo.

 

Come si è articolata l'avventura pre-pubblicazione con la casa editrice Zero91?

Hai mandato un manoscritto in lettura via email e dopo quanto ti hanno risposto?

Ho spedito il manoscritto via mail senza avere grandi aspettative. Dopo circa quindici giorni ho ricevuto una telefonata dall’editore che anticipava la proposta di pubblicazione. Ti confesso che la rapidità della risposta e l’entusiasmo espresso per la mia opera, inizialmente mi hanno insospettita. Mi sembrava troppo bello per essere vero e, memore di terribili esperienze pregresse, temevo che saltasse fuori l’inganno. In breve ho potuto appurare che i miei timori erano del tutto infondati.

La Zero91 è una casa editrice seria e onesta, pubblicare con loro è stata la cosa più bella che potesse capitarmi. Davvero un sogno divenuto realtà.

 

Come spiegheresti il rapporto fra editore e autore? E tu come lo vivi?

Non esiste un rapporto “tipo”. Editori e autori sono prima di tutto persone. Così come avviene in tutti i campi, i rapporti variano a seconda dei soggetti coinvolti.

In linea di massima il rapporto ideale tra editore e autore deve basarsi su professionalità e reciproca fiducia. L’editore deve davvero credere nel lavoro dello scrittore ed essere disposto a investire su di lui, d’altro canto l’autore deve fidarsi dell’esperienza dell’editore, deve essere disposto a mettersi in gioco e a seguirne i consigli. Perché il connubio sia vincente è indispensabile fare squadra.

Per quel che riguarda la Zero91, ho instaurato un ottimo rapporto tanto con l’editore quanto con l’editor che mi ha seguita, Costantino Margiotta. Entrambi mi hanno trasmesso il loro entusiasmo, mi hanno fatto capire sin da subito che credevano sinceramente nel mio manoscritto e mi hanno fatto acquisire maggior fiducia in me stessa. Mi hanno insegnato tanto e mi hanno aiutata a migliorare il romanzo. Tutt’oggi sono due figure presenti su cui sento di poter contare. Semplicemente, li adoro!

 

Anche se la zero91 è una piccola casa editrice si è contraddistinta per avere una buona diffusione e libri di qualità, come tratta i suoi autori? Li segue passo dopo passo anche nella fase della promozione?

In parte ti ho già risposto prima. La Zero91 è formata da uno staff di persone competenti, oneste e sensibili. Dà tantissimo ai suoi autori e li segue con costanza sia prima che dopo la pubblicazione.

Pur essendo una piccola casa editrice è distribuita da Messaggerie e riesce diffondere i suoi titoli in maniera capillare sul territorio nazionale, questo è un enorme vantaggio per gli scrittori emergenti.

 

A proposito la zero91 ha una fase di promozione e se si come si svolge?

La promozione richiede l’impegno dell’editore quanto dell’autore. Si cerca insieme di far conoscere il libro quanto più possibile. La Zero91 promuove i suoi autori partecipando alle più importanti fiere dell’editoria, sfruttando i canali della stampa tradizionale e del web, organizzando presentazioni e fornendo sostegno quando è l’autore a prendere l’iniziativa. Inoltre può contare su un efficiente Ufficio Stampa curato dal simpaticissimo Alex Pietrogiacomi con cui anche noi autori abbiamo un filo diretto.

Nel mio piccolo, anch’io faccio quello che posso, sapendo di poter sempre contare sull’appoggio della casa editrice.

 

Quali sono le metafore più interessanti che troviamo nel tuo libro e che illustrano il panorama editoriale italiano?

La Wizard Edizioni, che compare nel mio romanzo, pur essendo frutto di un’invenzione, simboleggia un po’ tutte le case editrici a pagamento. Immagino che molti autori emergenti non faticheranno a riconoscere nel signor Wizard vari editori, o sedicenti tali, nei quali sicuramente si saranno imbattuti.

Il regno parallelo in cui si svolge la storia è una metafora del nostro mondo o un’immagine di quello che potrebbe diventare in un futuro prossimo. Viviamo in un’epoca caratterizzata da un impoverimento della cultura, in cui si legge poco, gli editori a pagamento proliferano stampando a spese degli autori centinaia di titoli destinati al macero e l’oggetto libro sembra avviarsi verso un processo di estinzione. Se non escogitiamo un sistema per invertire questa tendenza, di qui a qualche anno i libri potranno davvero ridursi a oggetti spogliati del loro significato, proprio così come succede a Büchenland, un mondo in cui nessuno ha più interesse per la lettura e i libri vengono utilizzati al posto dei mattoni.

 

 

Hai già iniziato a scrivere un nuovo libro?

Ho una nuova idea su cui sto lavorando. Al momento sono impegnata nella fase di pianificazione e documentazione, per la stesura vera e propria ci vorrà un po’ di tempo.

 

 

sab

14

apr

2012

Alessandra Berello, editor di Atlantyca Entertainment risponde alle domande di Fantasy Magazine e presenta Tessitori di Sogni LAB.

Come è avvenuto l’incontro tra Atlantyca Entertainment e Lucca Games? Perché fare insieme il lavoro di talent scouting che è la vostra mission?

Lucca Comics & Games, con il suo bacino di ospiti internazionali e di appassionati dell’arte del racconto, si è profilato subito come un partner ideale per Atlantyca. Nel 2009 il connubio ha portato al primo seminario per aspiranti scrittori, seguendo le linee del progetto Italia Creativa del Dipartimento della Gioventù. Quest’anno, con il progetto Tracciati, rinnoviamo la possibilità per gli aspiranti autori di sottoporci i loro progetti e di partecipare a una settimana di laboratori durante la quale sbirciare dietro le quinte di tutti i mestieri che ruotano intorno al libro per ragazzi, con un’attenzione speciale alla transmedialità e ai contenuti digitali.

 

Chi si occuperà di scegliere i progetti e sulla base di quali criteri avverrà la scelta?

I progetti verranno esaminati dal team editoriale di Atlantyca Dreamfarm. Abbiamo studiato un modello per la presentazione che ci permette di capire non solo se l’idea proposta è interessante, ma anche se l’autore riesce a raccontarla con sinteticità e chiarezza: un segnale inequivocabile della validità di un progetto e delle capacità di chi lo presenta. Quel che ci preme è soprattutto individuare il potenziale di chi si candida: l’idea che ci propone può non essere vincente, ma se riusciamo a intuire che dietro c’è una persona creativa, curiosa e disponibile a mettersi in gioco siamo pronti a conoscerla.

 

Tessitori di Sogni LAB dal punto di vista dei “docenti”: in cosa consisteranno i due laboratori e perché un aspirante scrittore dovrebbe volervi prendere parte?

Offriamo una settimana di immersione nel processo di lavorazione del libro: non solo il lavoro dello scrittore, che intreccia il talento artistico a una sapiente cura artigianale, da affinare con tanto esercizio; ma tutto il percorso, dall’idea, al suo sviluppo, alla presentazione alle case editrici. Per questo abbiamo coinvolto anche chi si occupa di vagliare e lavorare i testi all’interno della casa editrice, chi ne cura l’aspetto grafico, chi li vende nel mondo e chi sviluppa, a partire da una storia, narrazioni che prendono forme diverse da quella cartacea (cartoni, app, videogame…). Una visione internazionale, a 360°, che è la sostanza del nostro lavoro e che permette a chi scrive di aprire la mente a opportunità che ancora non conosce.

 

Come vedi il progetto Tessitori di Sogni LAB in futuro? Diventerà un serbatoio privilegiato di idee per Dreamfarm?

Il LAB sarà la concretizzazione del lavoro di ricerca e affiancamento degli autori che svolgiamo ogni giorno con Tessitori di Sogni, un macroprogetto che funziona da collettore di nuove idee. Attraverso il sito dei Tessitori, continueremo a raccogliere ed esaminare storie; con i seminari, daremo l’opportunità di raccontarci di persona i progetti, e di immergersi nell’atélier dello scrittore e ascoltare la viva voce di chi lavora da anni nel settore.

 

Quanti dei progetti da voi selezionati potrebbero vedere la luce?

Degli otto partecipanti al seminario di narrativa del 2009, tre sono arrivati nel giro di un anno alla pubblicazione; altri hanno comunque avviato una collaborazione con noi o con altre realtà del mondo dell’editoria. Siamo fiduciosi!

 

Come lancerete sul mercato i progetti scaturiti da questa iniziativa?

Se troveremo progetti convincenti, aiuteremo gli autori a svilupparli e li inseriremo tra le proposte che facciamo agli editori. Il gruppo Atlantyca sta esplorando anche le possibilità di sviluppo nel mondo digitale, in cui è necessario appoggiarsi a una realtà con gli strumenti giusti per emergere dall’obscurity in cui si rischia di galleggiare.

 

Come prevedete di verificare il riscontro da parte del pubblico di lettori?

Con i canali che offre il web.

 

Se ci fossero state iniziative simili quando ancora non eri inserita nel mondo dell’editoria avresti cercato di parteciparvi?

Sì, è un’opportunità da non perdere per chiunque sia interessato a questo mondo.

 

Cosa consiglieresti a chi aspira a lavorare nel mondo dell’editoria, dell’illustrazione, del fumetto e del gioco di ruolo? Oltre a mandare un progetto ad Atlantyca Dreamfarm, ovviamente!

Di essere curioso e temerario. Leggere molto è indispensabile, ma non basta: occorre tenere gli occhi aperti sulle notizie, le opportunità e le tendenze del mercato. Con un solido bagaglio di conoscenze, da arricchire giorno per giorno, è più facile dare alle proprie idee la forma giusta. A quel punto, occorre farle circolare, cogliere le occasioni, confrontarsi con la comunità dei lettori e degli scrittori.

 

Ci potresti dare qualche “indiscrezione”? Su che genere di progetti vi piacerebbe puntare in questa stagione editoriale?

Cerchiamo idee fresche che ci facciano sognare, e questo avviene se dietro a un progetto c’è un vero e proprio mondo, con la sua profondità. Per questo ci siamo specializzati in serie: perché quando un ragazzo si appassiona a una storia, vuole potersi immergere nel mondo che quella storia evoca. Progetti seriali, dunque, con avventura e spazio per il sogno.

 

LINK DELL'ARTICOLO SU FANTASY MAGAZINE

 

gio

12

apr

2012

Fiera del libro per ragazzi Bologna

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12

apr

2012

Intervista a Leonardo Patrignani

Grazie mille Leonardo per inaugurare la nostra sezione interviste. Da qualche giorno in libreria è possibile trovare e comprare il tuo ultimo libro, Multiversum. Un libro che personalmente consiglio. Il Panda con te vorrebbe parlare della tua esperienza come autore.Ma una domanda, come dire personale, non posso esimermi da fartela. Quali emozioni si provano a vedere realizzato quello che è il sogno di molti, ovvero scrivere, pubblicare...ma non con un editore qualunque ma bensì con Mondadori. Trovare il proprio libro persino al supermercato,sapere che presto verrà tradotto in quasi tutta Europa?

Grazie a te e un saluto ai vostri lettori! L'emozione è immensa, non posso negarlo. Ti dirò, tanti anni fa ho pubblicato tre dischi, pertanto avevo già fatto la "palestra" di trovare una mia opera sugli scaffali di un negozio... Ma quando vado a fare la spesa e una fila di Multiversum mi si spiega di fronte, tra un'insalata e una mozzarella, non ti nascondo che un certo effetto lo fa! Sulle pubblicazioni europee, ti assicuro che sono onorato. Sapere che editori storici come Gallimard, che hanno pubblicato capolavori come Il Piccolo Principe e Harry Potter, oggi investono sul mio romanzo... Mi lascia senza fiato.

 

Ti va di raccontarci come si è sviluppato il tuo percorso pre-pubblicazione? Per esempio dopo quanto solitamente gli editori a cui hai mandato il libro in lettura ti hanno risposto? Come hai spedito il libro? Conoscevi qulcuno all'interno delle redazioni che ti ha consigliato su come muoverti? Ti hanno contattato telefonicamente? E la tua reazione?

Mi sono mosso inizialmente da solo, mandando agli editori le schede dettagliate dei miei romanzi (uno di dieci anni fa, un thriller in corso di stesura, e Multiversum che avevo da poco terminato di scrivere). Alcuni mi hanno chiesto di inviare chi un manoscritto, chi un altro. Un editore mi ha dimostrato interesse per il thriller, ma non l'avevo ancora ultimato. Poi mi ha telefonato la direttrice editoriale di una casa che non citerò per correttezza, e ci siamo incontrati perché era interessata a fare un'offerta per Multiversum. Al che, come facevo quando suonavo, ho deciso di mettere tutto nelle mani di un agente serio, come Piergiorgio Nicolazzini. Mi sono sempre mosso così, sin dall'età di 20 anni, quando ho avuto contratti per le mani: li ho girati a chi li sapesse negoziare. E Piergiorgio, nel giro di un mese, ha fatto avere il romanzo ad altre case editrici, trovando l'interessamento di Mondadori che si è subito tramutato in un'offerta concreta. La mia reazione, quando mi ha chiamato, è stata: "stai scherzando, vero?"

 

E' stato il tuo agente letterario a proporre il libro in Mondadori o il vostro rapporto si è sviluppato in seguito alla lora proposta di pubblicazione?

È stato lui, e da quel momento in poi il nostro rapporto è diventato "ufficiale" (intendo che ho firmato anche con lui il contratto di rappresentanza che fino a quel momento era ancora solo "verbale"). Naturalmente per lui è stato più "semplice" e stimolante lavorare su una proposta che godeva già di un'offerta potenziale, che è stata poi sovrastata da quella di Mondadori (più consona anche come collocazione editoriale).

 

La tua avventura post firma del contratto come è stata vissutta? Come si prepara un autore all'uscita del proprio libro e in quanto tempo avviene?

Il post firma coincide con l'inizio dei lavori duri sull'editing. Per fortuna, ho incrociato sul mio cammino un editor preparato e motivatissimo come Francesco Gungui, che forse anche per il fatto di essere a sua volta autore ha capito in pieno ogni mio problema, aiutandomi a superarlo. Il testo finale è figlio di un grande lavoro del quale siamo onestamente molto fieri. Sulla tempistica posso dirti che sono passati diversi mesi. Ho firmato dopo l'estate e il romanzo è uscito il 27 Marzo... Ho avuto pazienza, ecco.

 

Quali sono i rapporti fra editore, editor, grafici e l'autore? E fra autore e agente?

La redazione mi ha subito accolto con grande affetto. Hanno creduto in me, e questo conta già moltissimo. La direttrice editoriale Fiammetta Giorgi mi ha fatto sentire a casa, Gungui è diventato anche un amico, mentre sui grafici posso dire che dopo la realizzazione di questa cover hanno tutta la mia stima, in eterno (insieme all'illustratore Roberto Oleotto che ha ideato quel magnifico scenario). Con il mio agente il rapporto è diventato sempre più stretto, e da quando il discorso s'è ingigantito, andando a coinvolgere numerosi Paesi esteri, l'ho visto davvero gratificato e motivato al massimo. Sono felice di dargli delle soddisfazioni, c'è molto interesse attorno al romanzo e questo per lui è importantissimo.

 

Ed ora cosa sta succedendo? La conquista del Multiversum?

Esatto! Ora succede che abbiamo appena chiuso una trattativa con la Bulgaria e stiamo negoziando un'offerta dall'Australia, dunque Multiversum uscirà anche in lingua inglese. Questo è un privilegio raro per un autore italiano, per giunta esordiente. E una traduzione in inglese apre le porte a possibilità a dir poco straordinarie nel mercato UK/US. Tutto può accadere. Siamo un fiume in piena di entusiasmo, al momento!

 

Ultima domanda. Cosa ne pensi delle case editrici a pagamento e delle agenzie che per la lettura di un testo chiedono un contributo che spesso varia dalle 300 alle 500 euro? Cifra che non tutti possono permettersi.

La stessa cosa che pensavo tanti anni fa di chi firmava dei contratti con case discografiche che riversavano tutte le spese (studio di registrazione, stampe, booklet) sulla band. Non ci siamo. Ricordiamoci sempre che abbiamo una "dignità d'artista" da difendere. Il nostro è un lavoro, sebbene nasca da una grande passione. Io ho sempre pensato: se devo autoprodurmi, piuttosto non scrivo (o non suono). Forse è stata anche questa mentalità a portare i miei lavori sul sentiero giusto, chissà. Parlando invece delle agenzie, il servizio di consulenza a pagamento può essere utile (tanti aspiranti scrittori potrebbero ricavare importantissimi insegnamenti) ma capisco che non tutti se lo possano permettere. È altresì vero che una grossa agenzia letteraria non si può permettere di fare consulenze gratuite a chiunque spedisca un manoscritto, anche perché l'agente non avrebbe più il tempo materiale per dedicarsi agli autori della sua scuderia

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mer

11

apr

2012

Intervista a Francesco Falconi

E' con grande piacere che accogliamo nel nostro sito Francesco Falconi. Scrittore di genere fantastico ma non solo. A maggio uscirà per la casa editrice Mondadori il suo ultimo libro, Muses che sicuramente leggeremo, ma oggi con Francesco ci addentriamo dietro le quinte del maestoso teatro che è la scrittura e la pubblicazione.

Francesco all'inizio della tua carriera come scrittore come ti sei avvicinato al mondo dell'editoria? Ti ricordi come ti sei sentito quando ti comunicarono che volevano pubblicare Estasia, il tuo libro d'esordio?

È successo tutto per caso. Estasia è un romanzo che ho scritto a 14 anni, e poi abbandonato in un cassetto fino all’età adulta. Vivevo un momento particolare, con mio padre che stava poco bene. Su consiglio di un amico, decisi di riportare quel libro su un documento digitale. Poi, senza troppe aspettative, decisi anche di spedirlo a qualche editore. Fiondarono le proposte a pagamento – che rifiutai categoricamente – e lettere di rifiuto da diversi editori. Una di queste riportava in dettaglio la stroncatura. Mi rimboccai le maniche e ne feci un’ulteriore stesura, che riuscì a convincere l’Armando Curcio Editore. Anche se oggi mi sento “editorialmente” molto lontano da quella trilogia d’esordio, ne sono ovviamente affezionato. Rappresenta il “risveglio” del mio amore per la scrittura.

 

Da allora la scrittura come si è evoluta?

Dopo aver pubblicato il primo libro di Estasia ho compreso che il vero ostacolo sarebbe stato convincere i lettori con i miei libri successivi. Nel frattempo erano arrivati apprezzamenti e critiche, che lessi e metabolizzai con attenzione. Ancora una volta mi rimisi all’opera, cercai nuovi target e obiettivi da raggiungere. Al contempo sentivo la necessità di discostarmi dal mondo “onirico” di Estasia e tentare la via dello young adults/urban fantasy. Per questo scrissi Prodigium.

Ogni mio libro rappresenta una sfida. Un salto nel vuoto, un cambiamento di rotta, una meta da raggiungere. Ho affinato lo stile, rendendolo più personale, ho imparato dai miei errori e mi sono allontanato dai modelli inziali seguendo la mia strada. Non volevo ripetermi e duplicare trilogie con trilogie pressappoco identiche.

Mi sono mosso in modo trasversale su più generi (la fantascienza di Gothica, la biografia di Madonna), sono tornato al genere per ragazzi con una maggiore esperienza (Evelyn Starr), fino ad affrontare la sfida più grande: Muses.

 

Un'evoluzione che ti ha portato a pubblicare per la più grande casa editrice italiana, la Mondadori.

Sappiamo che sei nella scuderia dall'agente Vicki Satlow. E' stata lei a proporre il libro alla Mondadori o hai mandato il manoscritto nella redazione e solo quando ti hanno risposto hai contatto la signora Satlow?

La genesi di Muses è piuttosto complessa, ne sto parlando questi giorni sul mio blog. Più o meno dopo aver pubblicato Gothica e l’Aurora delle Streghe, iniziai a scrivere giù il primo plot di Muses. Idee e personaggi che mi assillavano, ai quali dovevo dar forma a ogni costo.

Mi fermai dopo neppure un mese, per poi dedicarmi alla stesura di Nemesis. Non mi sentivo pronto per Muses, avevo in mente una storia troppo ruvida, difficile e complicata. Avevo bisogno di altro rodaggio, dovevo scrollarmi di dosso cliché e tabù.

Dopo un altro anno, decisi di dedicarmi a Muses. Scrissi i primi capitoli, con un’emozione e una rapidità sorprendenti. Un fiume in piena. È difficile spiegare certe sensazioni, ma era sicuramente un’ispirazione che non avevo mai avuto. Poi, il blocco. Non sapevo se stavo intraprendendo la strada giusta, l’insicurezza mi fermò del tutto.

Già da un paio di anni stavo cercando un agente, con lo scopo di migliorare la mia scrittura, affinare le idee, ricevere supporto per la comunicazione verso gli editori, in modo che mi potessi dedicare completamente alla scrittura. Decisi di contattare anche l’agenzia di Vicki Satlow e proporle il manoscritto di Muses.

Mi ricordo ancora quando mi telefonò, dicendomi che la storia di Alice l’aveva convinta, e che voleva a ogni costo conoscere come andava a finire la storia. Così feci, Vicki Satlow e i suoi collaboratori mi dettero dei validi consigli per migliorare il testo, quindi lo proposero agli editori. Tra quelli interessati, insieme decidemmo per Mondadori.

 

A proposito come si instaura un rapporto con gli agenti, è l'autore a proporsi, se si in che modo e quanto tempo bisogna aspettare o sono loro a contattare l'autore? Nel tuo caso come è avvenuto?

Credo che ogni caso sia diverso dall’altro. Io ho seguito la stessa strada che mi ha portato alla pubblicazione di Estasia: ho inviato una mail con il manoscritto allegato. Quando ho incontrato Vicki a Roma, è stato “amore a prima vista”, passami il termine. Schietta, diretta, di poche parole, concentrata sui fatti. In una manciata di minuti è crollato il mio scetticismo e ha ottenuto la mia fiducia. Se Vicki pensa che la mia idea sia spazzatura, me lo dice senza usare sinonimi gentili. Questo mi piace di lei.

E, dopo più di un anno, sono felicissimo della mia scelta.

 

Cosa aggiunge alla carriere di uno scrittore essere accompagnati da un agente?

Dipende dal tipo di agenzia. Nel mio caso aiutarmi a scegliere la giusta strada, brainstorming su possibili idee di trama, nonché gestire i rapporti con gli editori italiani e stranieri. Poi, in tutta onestà, ho un agente da poco più di un anno, ed è presto per tirare le somme.

 

Quali sono i tempi dell'editoria in base alla tua esperienza: dopo quanto solitamente le case editrici ti rispondono e in caso positivo dopo quanto il libro viene pubblicato?

Per un esordiente che si presenta senza agente, di solito la tempistica è superiore ai sei mesi, fino a un anno di attesa. Con gli agenti i tempi si riducono, hanno ovviamente un canale privilegiato in quanto gli editori suppongono che il materiale proposto sia già opportunamente filtrato.

Per i tempi di pubblicazioni dipende dal piano editoriale dell’editore, a volte può passare anche un anno e mezzo. Ciò che conta, tuttavia, è avere il tempo necessario per rivedere accuratamente il testo con l’editor. La fretta non porta mai a buoni risultati.

 

L'ultima domanda la incentriamo sul tuo nuovo libro.Come è nata l'idea di scrivere Muses? Da quali suggestioni, musiche, immagini?

Muses è nato da due spunti principali. Il primo è la stessa protagonista Alice, una ragazza della periferia di Roma, cresciuta con un padre alcolizzato e una madre incapace di esprimere il proprio affetto e difendere la figlia dalla violenza. Alice è una protagonista complessa: un’anima rock, una pelle coriacea, una volontà di ferro, un’aspirazione ribelle e un cuore fragile. È stata lei a muovere le trame del romanzo.

Poi, c’era un’altra domanda che mi assillava da tempo. Ho sempre amato la commistione tra il fantastico e l’arte, è presente in ogni mio libro. Quindi ho ragionato sul concetto di ispirazione, fino a studiare le Muse greche. E mi sono chiesto: cosa accadrebbe se le Nove Muse fossero presenti tutt’oggi e camminassero in mezzo a noi? Come riuscirebbero a ispirare gli uomini? Se esistesse una sorta darwinismo artistico, come si sarebbero evolute le arti nei secoli?

Queste sono le due scintille di Muses. Il resto è incendio.

 

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mar

10

apr

2012

Scrivere libri per ragazzi...qualche video

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mar

10

apr

2012

Nella stanza dell'editor

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mar

10

apr

2012

Fiammetta Giorgi responsabile editoriale Mondadori ragazzi

Sul sito FANTASY MAGAZINE ho trovato un 'intervista interessante alla donna che tutti gli scrittori di genere vorrebbero come amica, zia, mamma. Lei è la responsabile nella Narrativa per ragazzi della casa editrice Mondadori.

 

Incontro con Fiammetta Giorgi. INTERVISTA DEL SITO FANTASY MAGAZINE a cura di Emma Brander.

 

La famigerata pila dei manoscritti Fiammetta, ho fatto qualche ricerca su di te. Sei laureata in Lettere Classiche e hai iniziato a lavorare nell'editoria nel 1991 come redattrice di scolastica per Einaudi e Bompiani. Poi, sei passata alla narrativa con i Tascabili Bompiani e hai tradotto letteratura per l'infanzia dal tedesco e dall'inglese. Dal 2005 sei responsabile del settore ragazzi per Mondadori. Puoi spiegare in parole semplici in cosa consiste il tuo lavoro?

 

Il mio lavoro è, principalmente, creare l'ossatura del catalogo Mondadori ragazzi. La mia casa editrice ha il catalogo più ampio di tutti, in Italia. Non solo per numero di opere, ma anche per varietà: di generi, di età, di tipo di autore. Spaziamo dai libri per bambini di zero anni, a scrittori come Neil Gaiman, per ragazzi più adulti. Tutti i libri del catalogo devono avere un unico, importante fattore comune: spiccare oltre la media. Sono convinta che ogni lettore, in qualsiasi momento della sua vita, abbia il diritto di trovare il libro che fa per lui e di poter apprezzare anche generi diversi. C'è il momento in cui si desidera un libro di intrattenimento (come lo sono i Piccoli brividi, ad esempio), viceversa si può voler leggere un'opera impegnativa, che faccia riflettere. In genere cerchiamo o libri molto immediati e di forte impatto commerciale, oppure di grande valore letterario, anche se più difficili. I libri “medi” fanno fatica a vivere nel nostro catalogo, magari possono trovare sbocco con editori più piccoli.

Il mio compito, oltre a quello di selezionare le opere, è decidere a quale collana apparterranno, il titolo e la copertina. È un lavoro molto interessante. L'editing sui testi, invece, non è di mia competenza. Spetta agli editor e ai redattori, che mi aiutano a mettere insieme il programma completo per ogni opera.

 

Come si diventa editor e quali esperienze sono indispensabili per fare questo mestiere?

 

Il duro lavoro del lettore di manoscritti. Personalmente, ho iniziato come lettrice di libri stranieri, un lavoro poco pagato ma molto interessante. Leggevo i manoscritti che arrivavano in casa editrice e compilavo delle schede su di essi. Poi, sono passata a fare la lettrice e insieme la traduttrice. Davo agli editor un giudizio sui manoscritti ricevuti, insomma facevo la prima “scrematura”. Quando un editore riceve una proposta può o leggere solo un paio di pagine, oppure far esaminare il manoscritto a un comitato di lettura. Fare il lettore mi è stato molto utile per fare strada nell'editoria, oltre alla conoscenza di tante lingue straniere e all'aver lavorato in case editrici diverse.

 

Quali sono le componenti che un'opera dovrebbe avere per convincerti a pubblicarla?

 

Ce ne sono diverse, dipende dal tipo di libro. Sicuramente, quando “cadi” dentro la storia è un segno inequivocabile. Ci sono libri, di qualsiasi genere, dai quali non riesci a staccarti. Mi è capitato, ad esempio, con A monster calls. Il ragazzino protagonista ha la madre che sta morendo di cancro. D'un tratto, inizia a immaginare che un albero prenda vita nel giardino per narrargli una serie di storie. Quando arriva il turno del ragazzo di raccontare, finalmente ha il coraggio di ammettere anche con se stesso la verità: pur amando profondamente la madre, a volte ha desiderato che morisse per liberare entrambi da quel calvario. Grazie a questa consapevolezza, può accompagnare veramente sua madre nel cammino verso la morte.

Esiste un modo corretto per presentare un manoscritto a un editore?

Sì, dovrebbe essere sempre mandata una copia integrale e cartacea via posta, insieme a una scheda con la biografia dell'autore e la sinossi del libro.

 

Parlaci del catalogo Mondadori ragazzi di quest'anno. Quali sono gli autori e le opere di letteratura di genere sui quali puntate di più?

 

Ce ne sono moltissimi, sia italiani che stranieri. Stanno riscuotendo grande successo le serie appartenenti al genere paranormal romance, firmate da celebri autrici internazionali, come Shadowhunters di Cassandra Clare e Evernight di Claudia Gray, ma anche quelle di autrici italiane come Scarlett — Il bacio del demone di Barbara Baraldi, Dream di Doreotea De Spirito e Winter di Asia Greenhorn. Per chi ama un fantasy più classico, abbiamo ripubblicato in un volume i primi tre romanzi di una serie molto bella, ambientata in una preistoria fantastica: La saga del lupo di Michelle Paver. Fa impazzire i lettori più giovani il semidio Percy Jackson di Rick Riordan. Gli amanti del genere horror non possono invece perdersi Storie del terrore da un minuto, di vari autori tra i quali Gaiman, Connelly e Lemony Snicket. Per quanto riguarda la letteratura fantasy italiana, il progetto più importante dell’anno è per noi naturalmente Licia Troisi, che a novembre uscirà con una saga completamente nuova, dal titolo I regni di Nashira.

 

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mar

10

apr

2012

agente letterario. Missione possibile?

Sempre sul Blog de Il sole 24 ore ho trovato un'altro articolo interessante, firmato da Marco Vigevani, fra i più grandi agenti letterari italiani insieme a Vicki Satlow di cui ho postato un video, trasmesso on line durante la splendida trasmissione di Ti racconto un libro, insieme Piergiorgio Nicolazzini e pochi altri.

 

Leggete che cosa scrive:

 

Se il romanzo è morto, come si sostiene da tempo, la notizia non ha ancora raggiunto l’Italia. Ergo, per un agente dovrebbe essere facilissimo trovare nuovi talenti. Non è così: il fatto di ricevere ogni giorno almeno 5 o 6 nuove proposte letterarie (e parlo solo del mio piccolo orto, i grandi editori ne ricevono decine e decine)  non facilita il compito, tutt’altro. Bisogna sfogliare centinaia di pagine, prima di trovarne qualcuna buona e gli autori interessanti sono come i buoni porcini sotto le foglie di un bosco autunnale. Una volta trovato un autore – e più spesso una autrice – spesso bisogna chiedergli/le di lavorare ancora sul suo testo, prima di proporlo a un editore.

Gli scrittori alla loro prima prova sono in genere più disposti ad accettare cambiamenti nel loro testo: man mano che si affermano, diventano più sicuri delle loro possibilità espressive e meno inclini ad accettare grandi trasformazioni. Nella mia esperienza, gli scrittori migliori sono quelli che a una forte autostima uniscono una buone dose di autocritica: ahi, parlo come lo psicologo che non sono, ma credo davvero che le cose stiano così. I due estremi “del mio testo non si tocca neppure una virgola!” e “in questo libro sono pronto a cambiare tutto, anche il genere letterario!” non sono buoni segnali.

Naturalmente, quando prendo le mie note su un testo che sto leggendo (sempre a matita e sempre su un foglio a parte, anche se sto leggendo sull’Ipad), mi porto dietro le mie preferenze e i miei gusti letterari, non ho in tasca il regolo calcolatore, come i ragionieri di Gadda. Sono cresciuto – oltre che a filosofia, più che altro analitica – a forza di letteratura anglo americana (Bellow, Malamud, Roth), mitteleuropea e ebraica (Joseph Roth, Singer) e tedesca (Mann, Kafka, Goethe, von Kleist) e amo la precisione nella scrittura. Le mie note a margine sono ripetitive come una ramanzina: “meno aggettivi”, “non anticipare quello che viene dopo”, “niente giudizi e discorsi teorici”, “le cose si devono vedere non vanno spiegate” e così via.

È un paradosso: per quanto soggettivi siano i bravi lettori – e tutti lo siamo – c’è una amplissima area di sovrapposizione tra i diversi giudizi soggettivi, una specie di fascio di luce che illumina di luce, a quel punto oggettiva, il testo in questione. In poche parole, è più forte la concordanza che la discordanza all’interno dei pareri editoriali. Un bel sollievo, in un lavoro altrimenti così aleatorio!

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mar

10

apr

2012

Rassegna stampa

Lettori del panda a questo link potete trovare la rassegna stampa degli scrittori Under 40 di maggior successo che spesso sappiamo non significa narrativa di qualità. A mio giudizio è molto interessante.

 

 

 

 

Gli Under 40. Rassegna stampa ragionata.

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mar

10

apr

2012

Persone coinvolte per la pubblicazione di un libro

Sul blog del giornale "il sole 24 ore" ho trovato un articolo interessante dell'editor Mondadori Giulia Ichino che per una settimana sulle pagine virtuali del blog si è trasformata blogger.

In questo articolo vengono spiegate minuziosamente le fasi di pubblicazioni di un libro e le persone coinvolte.

 

Questo mi dà lo spunto per una brevissima carrellata sulla vita di un libro a partire dal momento in cui viene deciso che esso sarà pubblicato.
Una volta presa questa delicata decisione dopo averne discusso con il direttore editoriale e i colleghi, si dà il felice annuncio all’autore o al suo agente e si propongono le condizioni del contratto: generalmente un anticipo e delle royalties sul prezzo di copertina. Si concordano le condizioni per i diritti di traduzione, per quelli cinematografici, per quelli digitali. L’editor è affiancato dall’ufficio diritti – ben più competente tecnicamente – ma in linea di massima è in grado di gestire una trattativa con l’autore.
Se l’autore ha già pubblicato, l’anticipo sarà stabilito in base ai risultati dei suoi precedenti libri; altrimenti l’editore condivide con l’esordiente la sfida della pubblicazione e generalmente dà anticipi cauti, ragionevoli: sapendo che saranno le royalties a garantire l’autore e che ben più di qualche migliaio di euro conterà, per tutte le parti in gioco, la capacità di “lanciare” al meglio il libro…

Compiuta la procedura di “acquisizione” nel sistema informatico interno, la trattativa e contrattualizzazione del libro, e stabilita la sua data di pubblicazione (in genere distante un annetto dal momento dell’acquisizione, ma ovviamente si tratta di tempi variabili), si procede in due direzioni:

1) il lavoro sul testo, che passa dalla paziente maieutica di chi accompagna l’autore nel processo di scrittura, lo stimola, lo indirizza, ne condivide entusiasmi e scoramenti, all’editing profondo (una vera ristrutturazione del materiale narrativo insieme all’autore, se essa è necessaria) sul testo finito al lavoro redazionale apparentemente più semplice ma in realtà essenziale in quanto labor limae che spinge lo scrittore a interrogarsi sulle proprie ragioni profonde e in quanto primo vaglio di un occhio esterno sulle pagine che di lì a poco verranno compulsate da lettori severi e attenti, capaci di cogliere ogni incongruenza, di indignarsi per ogni sciatteria, per disamorarsi per qualsiasi trasandatezza venisse lasciata tra le pagine.

2) il coinvolgimento di tutto il resto della casa editrice su quel testo. In comitato editoriale si fa un primo resoconto del libro acquisito, poi c’è una riunione a circa quattro mesi dall’uscita in cui si racconta ai colleghi il romanzo, si dà ai grafici il brief per la copertina e si delinea l’idea di publishing (collocazione di collana e dunque copertina, appunto, prezzo, fascetta di presentazione eccetera) e di comunicazione del romanzo.

Da un certo momento in poi, l’editor sperimenta la straniante sensazione che quel romanzo scelto e “covato” con geloso amore gli scivoli via tra le mani, vada per il mondo con le sue gambe. Ed è esattamente ciò che è giusto che succeda.
Il commento di una collega insospettabile che ha letto e si è innamorata, la soddisfazione per un festival che invita l’autore in una città lontana, un recensore deciso a dare spazio al libro… Ma, prima ancora, la reazione dei librai: quelli che stanno davvero in prima linea, che i lettori li incontrano ogni giorno, li guardano in faccia, che ai lettori rilasciano lo scontrino e magari fanno anche un caffè. Senza i librai, senza le loro “prenotazioni”, la loro capacità di assumersi i rischi, di trovare per ogni volume un posto sui loro banchi affollati, i libri non andrebbero da nessuna parte.

E’ ai librai, e agli agenti commerciali che li visitano a uno a uno per raccogliere i loro ordini, che sono destinati i primi materiali che l’editor deve produrre riguardo a ogni libro: brevi sinossi, claim di presentazione, piccoli assaggi che rendano il sapore del testo, note biobibliografiche sull’autore… Tutto questo viene stampato nel fascicoletto bimestrale che porta il nome di “copertinario” e che ha il ruolo importantissimo di prima presentazione al mondo dei giovani libri non ancora pubblicati.

Nel frattempo procede il lavoro di confezione del libro, la copertina viene scelta, l’editor scrive i paratesti (alette, quarta di copertina, fascette eccetera), il marketing mette a punto il conto economico nel quale confluiscono tutti i costi relativi alla realizzazione del libro, raccoglie le prenotazioni e stabilisce prezzo e tiratura del volume.

Si decide se verranno prodotti dei “materiali per il punto vendita”: espositori, segnapile, locandine che segnalino il libro sui banchi delle librerie. Si uniscono le migliori energie creative per fare sì che al momento dell’uscita il romanzo venga un po’ “illuminato”: dal fronte più concreto a quello digitale, ogni idea viene vagliata…
L’ufficio stampa inizia a conoscere l’autore, a parlare con lui e con l’editor dei percorsi da seguire per far sì che del libro si parli, che il libro venga notato in libreria o sui social network, e così via….

Il processo di pubblicazione è finalmente avviato, e la stampa fisica non ne sarà che un corollario contingente: se a essere “pubblicato” fosse semplicemente un file destinato a un reader, il procedimento non sarebbe troppo diverso.

Si evincerà, da queste mie righe, quante siano le persone coinvolte nel lavoro di pubblicazione di un libro. E’ di loro, di tutti loro, che vorrei parlarvi nel mio prossimo post.

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mar

10

apr

2012

Presentazioni come si conviene

Sono un panda molto curioso, amante della scrittura e dell'editoria e appasionato del mondo editoriale. Sono spesso cattivissimo, divoro teste di persone noiose che si credono importanti. Se vuoi seguirmi in questa inchiesta divertente non devi far altro che leggere e avere pazienza. Molta pazienza perchè scriverò su questo spazio solo quando avrò qualcosa di interessante da dire o da pubblicare.Cercherò in rete articoli e segnalazioni e posterò tutto qui. Per chi non ha voglia di cercare e voglio trovare tutto pronto.

Non farà tutto da solo. Ho delle aiutanti molto brave. Ma non posso rivelare i loro nomi. Il Panda è una specie protetta. Questo lo sappiamo.

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